La vaccinazione contro l’influenza aviaria
L’influenza aviaria riguarda la trasmissione di un virus tra uccelli e tra gli uccelli e l’uomo. Si tratta di un’influenza molto pericolosa che può degenerare anche nella morte. I sintomi di questo virus non sono sempre uguali. In alcuni casi, infatti, è stato osservato che il soggetto presenta anomalie irrilevanti; in altri, invece, il virus può compromettere l’apparato respiratorio e altri organi vitali.
Il virus dell’aviaria
Il virus dell’influenza aviaria ha origini remote. Fu isolato per la prima volta intorno al 1900 ma si trattava di infezioni che colpivano prevalentemente gli uccelli. I primi contagi sull’uomo arrivarono molti anni dopo e furono comunque molto limitati. Si trattava di quattro persone che, tuttavia, per motivi professionali erano esposte al rischio. Sorprese all’epoca il fatto che le persone si trovassero in zone del mondo completamente diverse. In epoca contemporanea, invece, quando si parla di influenza aviaria si fa riferimento al virus h5n1 e cioè all’infezione che è passata dagli animali all’uomo e – addirittura – dall’uomo all’uomo. Dal 2003 ad oggi il virus ha fatto vittime in tutto il mondo.
Il vaccino contro il virus dell’aviaria
Nel 2006, alcuni ricercatori dell’università di Pittsburgh hanno sperimentato in laboratorio il vaccino per combattere l’influenza aviaria. La particolarità di questo vaccino sta nelle sue componenti. All’interno, infatti, c’è un virus vivo che è in grado di combattere l’infezione con una forza assai superiore rispetto ai vaccini di una volta. Tuttavia, proprio la presenza di questo virus vivo all’interno del vaccino ha reso necessaria la somministrazione del prodotto in zone isolate. I ricercatori sin dall’inizio hanno manifestato il loro entusiasmo nei confronti della scoperta che, a loro dire, potrebbe evitare la morte di milioni di animali e eliminando finalmente il temuto virus h5n1. Un ulteriore punto di forza di questo vaccino è anche la velocità con cui può essere riprodotto. Tuttavia, la caratteristica peculiare di questo vaccino è senza dubbio la straordinaria capacità di protezione che è capace di inculcare all’organismo in cui viene iniettato. L’immunità del vaccino, infatti, potenzialmente è in grado di prevenire – e quindi evitare – la morte di oltre il 90% degli animali infetti.
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