La veterinaria negli animali d’allevamento
Il sapere della medicina veterinaria può essere applicato anche sugli animali d’allevamento. Tuttavia, per farlo è necessario rispettare alcune regole fondamentali. Tali regole hanno a che fare principalmente con le condizioni igieniche e sanitarie degli animali e con la struttura all’interno della quale sono allevati.
La normativa italiana in materia di salute degli animali e i servizi veterinari per gli allevamenti
La Normativa Italiana in materia di salute degli animali d’allevamento, ha previsto degli organi specifici per i servizi veterinari che sono affidati ai Medici che lavorano per le Usl. Gli animali domestici invece non hanno alcuna tutela dal punto di vista della sanità pubblica. Pertanto, i rispettivi padroni sono tenuti a sborsare di tasca propria tutte le spese, comprese quelle sanitarie. In questi casi i medici veterinari non sono dipendenti delle Usl ma sono liberi professionisti che ricevono i loro pazienti a quattro zampe privatamente. In linea di massima, la normativa italiana interviene, da un punto di vista economico, solo nei casi in cui dei virus si estendono dagli animali all’uomo con il rischio di compromettere la salute dell’intera nazione. Per quanto riguarda gli allevamenti, le Usl che si occupano dell’erogazione dei servizi sanitari in questi luoghi devono osservare alcuni parametri fondamentali. Innanzitutto, è necessario monitorare costantemente l’igiene e la salute degli animali in questione; poi, è necessario eseguire – con una certa frequenza – delle analisi specifiche per prevenire l’eventuale diffusione di virus e malattie fra gli animali allevati; è necessario monitorare la qualità della vita degli animali che vivono negli allevamenti; è opportuno verificare cosa mangiano e quali farmaci vengono utilizzati in caso di malattie ed, infine, è obbligatorio effettuare il test della ‘mucca pazza’ per assicurarsi che l’allevamento sia al sicuro da eventuali pandemie.
Servizi veterinari: prevenzione, analisi e certificazioni
Le Usl, inoltre, sono tenute ad effettuare prelievi ed analisi specifiche per tenere sotto controllo alcune patologie come la tubercolosi, la brucellosi e la leucosi. I servizi sanitari, inoltre, sono tenuti a richiedere agli allevamenti specifici certificati che riguardano la licenza di vendita e acquisto degli animali per assicurare che, all’interno dell’allevamento, non ci siano virus e malattie.
Illustrazione: claudia Otte – Fotolia
La vaccinazione contro l’influenza aviaria
L’influenza aviaria riguarda la trasmissione di un virus tra uccelli e tra gli uccelli e l’uomo. Si tratta di un’influenza molto pericolosa che può degenerare anche nella morte. I sintomi di questo virus non sono sempre uguali. In alcuni casi, infatti, è stato osservato che il soggetto presenta anomalie irrilevanti; in altri, invece, il virus può compromettere l’apparato respiratorio e altri organi vitali.
I virus: animali pericolosi per l’uomo
Tutte le malattie che dall’uomo passano agli animali e viceversa, in medicina sono definite zoonosi. I virus che trasmettono queste malattie sono numerosi. Ad oggi gli studiosi hanno classificato oltre cento malattie che possono passare dagli animali all’uomo ed è possibile affermare che le zoonosi rappresentano il principale oggetto di ricerca della scienza medica umana e animale.